7 gennaio 2011

Déjà vu

SOUVENIRS ADOLESCENZIALI
Torna a suonare a quel dannato citofono, a dirmi che è “il lupo”.
A farmi improvvisare cene per i tuoi amici che non conoscevo, a farti maledire perché neanche avvertivi.
Torna a farmi ridere, mentre comunicavi a gesti con una tedesca dai capelli biondi e verdi.
Ad emozionarti leggendo una lettera che parlava di me.
Torniamo in quella macchina parcheggiata fuori da un cimitero, a chiedermi cosa fossero le mestruazioni. A fregarcene insieme della mia timidezza dodicenne nel risponderti.
Sul motorino, davanti alla chiesa, a raccontarmi della tua prima volta. Ad imbarazzarti, perché poco prima ne avevi fornito una versione diversa ai tuoi amici.
Torna a passarmi intorno il tuo braccio, quando appoggiavo la testa su di te e guardavamo la tv sul divano. E ti accarezzavo i peli della gamba facendoti il solletico.
Torna a dirmi che sono bella, perché ho messo un po’ di rimmel e le lenti a contatto.
Torna a farmi male, mentre guidavo verso il mare, dicendomi qualcosa che forse, forse, non avrei voluto sapere. Torna a pentirti per avermelo detto, a rabbuiarti per aver capito che non avresti dovuto.
Torniamo, nelle sere d’agosto, a dormire nel letto di tua nonna, a scoprire insieme che anche i bambini compiono carezze da adulti.
A vergognarci sorridendo quando da grandi, ripensandoci, ci guardavamo negli occhi.

L'avevo scritto un po' di tempo fa. Non l'ho voluto pubblicare, avevo la sensazione che fosse incompiuto.
Che noi fossimo incompiuti.

Due giorni fa sei passato, hai suonato.
"Chi è?"
"Il mostro."
"..."

E' cambiato tutto.
Il lupo.

Non tornare più.
Dovevi dire "il lupo".

Nessun commento:

Posta un commento