15 luglio 2011

Bozze blog

La settimana scorsa l'ho fatto con gli sms, stavolta tocca alle bozze del blog. Perché è tempo di pulizia, è tempo di mettere ordine e, soprattutto, perché ho bisogno di respirare senza nessun peso, o quasi, senza parole che mi ricordano quello che non riesco a fare, o quello che mi fa male, o che mi imbarazzano quando le rileggo, perché appartengono a momenti che sì, fanno parte di me, ma non sono "tutta me".
Avrei potuto dare il giusto spazio ad ognuno di questi post, a tempo debito, completare quelli abortiti.  Ma, per alcuni in modo particolare, mi risultava difficile.
Alcune volte dover tirare fuori cose ad una ad una è più faticoso, che vomitarle tutte insieme.


  • 30/10/10, Sole dentro
Oggi va così: sorrido da sola, qualsiasi cosa stia facendo. E' una giornata di sole dentro.
E quasi ho paura a scriverlo, metti che cambi adesso!

Per la verità non è solo oggi, è un periodo di cambiamenti, credo. Credo e soprattutto lo spero. Ci vuole.
Cambiamenti interiori. Che non ancora emergono, non ancora si mostrano, ma...

Per la loro natura dinamica, i percorsi di cambiamento soffrono di equilibri precari...


  • 4/12/10

e Tyler dice di prestare attenzione perché questo è il momento più importante della mia vita. 

"Perché tutto quello che stato finora è una storia" dice Tyler, "e tutto quello che ci sarà dopo è una storia." [C. Palahniuk, Fight Club]

 

  • 11/04/11

è una cosa=x, non una fottuta storia d'amore
[D. Pintossi] 


  • 12/04/11
Quel momento in cui uno sconosciuto oltrepassa il tuo limite e sei meno spaventata perché hai un alleato in più.


  • 01/06/11, Coazione a ripetere
Ci risiamo. Maporcadiquellaporca. Un giorno conosci un tipo, ci stringi amicizia, ti piace (o forse prima ti piace, così ci stringi amicizia), fai la dolce/carina/simpatica, lui si interessa.. e tu.. tu.. scappi. Scappi. Un po' come Julia Roberts messa di fronte all'altare. Solo che il mio altare è un caffè. Cioè, neanche il caffè. E' l'ipotesi che si possa prendere un caffè insieme.
Sono letteralmente scappata. Dileguata. Respiravo a fatica, anche nell'autobus che mi riportava a casa, anche poi a casa! E devo concentrarmi sulla respirazione anche mentre scrivo...


  • 4/06/11, Io sono qui, e avrei da dire ancora
 ma noi non parliamo più.

E non è un giorno o due. E' tanto, troppo, che non parliamo più. 
Non meriti questo post, non meriti lo spazio nei miei pensieri, non meriti spazio sul mio blog. Eppure. Ti scrivo, e ti penso. E questo mi fa rabbia.

E tu mi chiami, quotidianamente, forse per lavare la coscienza. Mi chiedi le stesse cose, che faccio, come va, e le risposte sono sempre le stesse, "studio", "bene". Anche quando non è così. E poi mi devo inventare qualcosa da dire, altrimenti la telefonata per te potrebbe già terminare. Cerco argomenti che penso possano interessarti, per farti restare ancora un po' al di là del capo del telefono, con me.
E mi sento come quando mi ero appassionata al motociclismo, solo per guardare le gare con te.


Ti sei risposato, hai avuto un altro figlio che adesso ha due anni. Quando vedo i bimbi di colore, e i loro ricciolini neri, penso a lui con un sorriso.
Scusami, però. Faccio ancora fatica a chiamarlo "mio fratello".
Ma mi impegno: non per te, tu non lo meriti. E' per me, per questa cazzo di "morale" che mi ritrovo, che mi obbliga a fare la cosa giusta anche quando vorrei mandare il mondo a fanculo. Che mi dice che lui non c'entra niente.
Già, lui non c'entra niente. 

Beh, anch'io, in tutto questo, non c'entravo niente. Mi c'hai tirato in mezzo, e io non so nuotare. Mi dimeno nell'acqua, galleggio, forse. 
Riesci a vedere quanto sono brava?

No. Tu non lo vedi perché importa solo quello che vuoi tu.
O forse sì, ma tu tanto non dici niente.
Non ho nessun ricordo di te che mi dici "brava". Nessuno.
Solo tanti "hai fatto il tuo dovere". 
 

Ti vedessi almeno felice. Forse è questa la cosa più straziante.


Ed io farei di più di ammettere che è tardi
Come vorrei…
Potere parlare ancora, ancora.



E a fine post, mi accorgo che è venuta fuori una roba strappalacrime, quello che mi ero ripromessa di non fare. Bravo papà, ce l'hai fatta di nuovo. Vai a fanculo, papà.


Forse mi basta respirare,
solo respirare, un po'.



  • 22/06/11
P., scopami.
Ti stupirai di questa richiesta, ma io non posso non fartela.
Scopami.
Te lo chiedo così, usando quest’espressione volgare che non mi appartiene, sporcandomi la bocca perché voglio che non sia ‘solo’ amore, che non sia ‘solo’ tenero sesso. Voglio che sia sudore e lacrime, voglio che sia denti che mordono le labbra, voglio che sia carne e sangue, voglio che sia corpo.
Voglio non pensare, per una volta. Staccare la testa e abbandonarmi a quelle sensazioni che non conosco. Sensazioni dalle quali sono sempre fuggita, perché mi spaventano. Ho bisogno di una resa. Non voglio più tremare. Non voglio che le mie paure superino più i miei desideri.
Sporcami. Salvami.
Restituiscimi a me, alla vita. Te ne sto lasciando le chiavi.
Portami lontano. Fammi scoprire che si può abbandonare la razionalità, senza che succeda nulla di male. Portami dove è solo istinto, bisogno, desiderio. Sensazioni primordiali, ancestrali.
Voglio i brividi mentre mani, altre dalle mie, mi sfiorano la schiena. Voglio la tua lingua nella mia bocca, sul mio seno, tra le gambe. Distruggi le mie barriere, le mie difese. Annientami, e poi fammi rinascere sotto il tuo respiro. Leccami, e lava le mie paure con la tua saliva. Bacia le mie palpebre, e succhia via quel velo di malinconia dai miei occhi. Voglio sentire il peso del tuo corpo, muoverti sopra di me. Voglio conoscere il sapore di un uomo, il tuo sapore. Voglio la paura che cresce aspettando l’affondo che mi porterà via da me, più vicina a me.

Voglio ricongiungermi a questo corpo che ho odiato, e disconosciuto, voglio riconoscermi in lui. Guardami, e permettimi di riconoscermi.
E voglio che sia tu. Voglio che venga da te. Perché non ti conosco, perché sei strano, perché sei puro. Perché sei indifeso, come me. Perché non potrei chiederti altro. Perché leggo nei tuoi occhi le mie stesse paure, il mio stesso, disperato, bisogno di tornare a vivere. (Tornare?) Cominciare, a vivere. E non si vive, si sopravvive, utilizzando solo pochi colori della tavolozza. Voglio un’overdose di colori. Non voglio il rosso, il giallo, il verde. Voglio la LUCE. Tutta. Ho bisogno, abbiamo bisogno, di conoscere tutto, e tutto insieme. Perché altrimenti continueremo a fuggire da quel giallo, da quel rosso. Io non voglio più fuggire. Io voglio arrendermi all’arcobaleno.
Non mi importa che sia un errore. Voglio sbagliare.
Voglio poter sbagliare.

Lo chiedo a te, perché mi dirai di no.
Ma io te lo sto chiedendo, comunque. Adesso.

Sporcaci. Salvaci.

6 commenti:

  1. wow...
    sono senza parole... e meno male che erano post abortiti...
    Aspetto di leggere post a gestazione finita...
    Ziopeee

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  2. "scopami" era un post già finito e meritava un posto tutto suo! secondo me ti conviene ripubblicarlo solo soletto!
    MI fermo qui nel commentare! perché noi siamo gente di poche parole! <3

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  3. Sei carinissimo! :*

    "Scopami".. no. Ero sotto l'influsso del Grossman di Che tu sia per me il coltello, non ero in grado di intendere e volere :P
    o forse, mi serve Grossman o chi per lui, per intendere, e volere, bene.. ci rifletterò!
    intanto.. <3

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  4. pazzesca .... non so chi sei, dove sei, quanti anni hai, non so nulla di te ... eppure mi hai fatto vivere un'emozione .... grazie ... forse per ora è meglio evitare questo blog, sono ancora troppo fragile ma davvero mi hai sollevato dal fondo in cui mi trovo ...
    semplicemente io

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  5. Anonimo, GRAZIE. Mi hai toccato il cuore. :'
    TU sei uno dei motivi per cui ho aperto questo blog. :*

    Quando sarai più forte da ripassare, se vuoi, scrivimi in privato. Mi farebbe davvero piacere.
    Fino ad allora, siediti lì e non piangere.
    http://www.youtube.com/watch?v=Bp8tMI66TY0
    Ti abbraccio.

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  6. non è sempre facile non piangere, a volte fa pure bene, specialmente per chi è chiuso ...
    mi piacerebbe scriverti ma siccome sono un giovane blogger non so come si fa ....
    amo le emozioni ... tutte ... ti fanno sentire vivo anche se fanno male ... tu me ne hai regalate e ti sono grato ...
    http://www.youtube.com/watch?v=4AZ8sz8VM18
    a presto ... spero ...
    semplicemente io

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