5 febbraio 2011

Carta verde

Passeggi per il centro di Padova, cercando la sede di un'associazione. Sai già che non la troverai, hai troppe poche informazioni; non importa, avevi bisogno solo di respirare, e di una scusa per uscire.
Passeggi per il centro di Padova, e sulla tua destra sfiori un negozio di abiti da sposa. I tuoi occhi si posano su quella stoffa candida in primo piano, appesa ad un manichino inanimato. Ci sono le luci giuste, le paillette che scintillano, petali ad addobbare la vetrina. Sei in "età da marito", dovrebbe farti un qualche effetto. Invece nulla. E un po' te ne compiaci, in fondo sei sempre stata un po' indifferente a queste 'frivolezze'; ma un po' te ne stupisci anche: quand'è che sei diventata così tanto indifferente?

Passeggi per il centro di Padova, e quando hai rallentato un po' il passo per acchiappare i tuoi pensieri su quell'abito, e registrare le tue non-emozioni, nella tua visuale entra un uomo. Cammina in direzione opposta alla tua, avrà trent'anni o poco più. Non bello, né attraente. Il cappotto che si apre sul fondo, calciato dai suoi passi, di un marrone troppo chiaro per la sua età. Avanza a passo spedito, in una mano trattiene una valigetta. Nell'altra, un mazzolino di fiori, tenuti insieme da una carta verde. Non rose, orchidee, fiori raffinati: sono fiori di campo, o comunque gli somigliano molto. Alcuni sono rossi, ricordano i papaveri; altri hanno lunghi steli, con piccoli boccioli gialli distribuiti sulla lunghezza; fiori semplici, e per questo più delicati, più preziosi, come lei. Quasi di fronte a te, li guarda, a sincerarsi che l'andatura sostenuta non li stia sciupando troppo; o forse, pensa al viso di lei che li riceverà, e per questo gli angoli della sua bocca vanno leggermente all'insù.
L'uomo guarda in avanti, determinato, neanche incrocia i tuoi occhi, come fossi invisibile. Ti supera. E allora ti volti tu, vorresti dire qualcosa, vorresti fermarlo, allungare la tua mano sul suo braccio e dire "sono qui. se i fiori sono per me, io sono qui." Ma lo sai già, che quel gesto non è per te, e non ti volti per fermarlo. Ti volti solo per guardarlo un'ultima volta, prima che le vostre strade si dividano definitivamente. Ti volti perché hai bisogno di vedere che quel cappotto color sabbia sta scivolando via lontano da te, e più vicino a lei.
Lo accompagni con lo sguardo, e le emozioni ti sopraffanno.


Passeggi per il centro di Padova, e, in direzione opposta alla tua, la Vita che va incontro alla Vita. Ti rimangono le lacrime sulle guance, a bagnare e benedire quel passaggio.

4 commenti:

  1. perchè glo orrendi abiti candidi da sposa dovrebbero emozionare? sono il simbolo di un clichè che ha perso il suo senso originario. sono kitsh. l'età da marito oggi non esiste più. e preludono a unioni che spesso hanno lo stesso asettico colore dell'abito.

    ma tu sai come usare tutte queste cose e come scriverle. *_* un bacio

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  2. e tu le hai sapute (mi hai saputo) leggere. :*

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  3. Il vestito con le Paiette??? te prego! 21 grammi nun me fa de sti scherzi :P

    Una mattina aprirai gli occhi, il sole avrà già invaso la piccola stanza che ora contiene i tuoi giorni, ti alzerai e nell'aria sentirai profumo di fiori, forse mimosa, forse rosa, forse lillà...
    Sentirai profumo di fiori e ti accorgerai che quelle lacrime che benedivano la Vita altrui stavano in realtà benedendo la tua!

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  4. (e io mi perdo i tuoi commenti :/)

    Mica ho detto che mi piaceva?! :P

    ..ma che tesoro che sei. :°) :*

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